OdG:"Valutare la possiblità di sciogliere il vincolo tra ComunediVillabate e AcquePotabiliSiciliane"
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sindaco di Villabate
Oggetto: richiesta di inserimento e discussione alla prossima convocazione del Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 22 dello Statuto Comunale del seguente ordine del giorno.
I sottoscritti Consiglieri Comunali Antonino Retaggio, Domenico Garbo, Francesco Valenza, Domenico Schillaci, F.sca Nadia Macchiarella, Antonino Terranova e Roberto Di Peri, propongono la discussione e l’approvazione del seguente ordine del giorno:
Premesso che l’acqua rappresenta la principale fonte di vita dalla cui disponibilità dipende il benessere delle popolazioni ed è dunque bene comune e diritto umano inalienabile;
Premesso che l’acqua è una risorsa fondamentale appartenendo a tutti gli abitanti della terra, e deve contribuire alla solidarietà fra i cittadini, le comunità, le generazioni non dovendo quindi essere possibile per nessuno di appropriarsene a titolo di proprietà privata;
Premesso che tutti gli usi delle acque devono essere indirizzati al risparmio ed al rinnovo della risorsa per non compromettere il patrimonio idrico totale;
Premesso che la legge Galli n 36 del 1994 ha riformato strutturalmente il settore idrico in Italia basandosi sull’individuazione di Ambiti Territoriali Ottimali – ATO - tali da garantire la gestione integrata dell’intero ciclo dell’acqua, il superamento della frammentazione gestionale, l’imprenditorialità della gestione ed una politica tariffaria che assicuri la copertura integrale dei costi di esercizio;
Considerato che la stessa legge separa i poteri di indirizzo e controllo affidati alle autorità dell’ ATO e concede alla Conferenza dei Sindaci, quale organo competente alla modifica del piano tariffario, notevoli poteri in materia economica sulla applicazione delle tariffe;
Premesso che tale legge Galli è stata recepita in Sicilia con la legge regionale n 10 del 1999 e con successivo decreto presidenziale del 16 maggio 2000 sono stati individuati nove ATO corrispondenti ai confini amministrativi delle province, affidati prevalentemente ai gestori privati;
Considerato che la privatizzazione della gestione dell’acqua si limita in realtà a sostituire il monopolio pubblico con quello privato e tutto questo non comporta alcun vantaggio per il consumatore;
Premesso che il 26 gennaio 2007 è stata approvata tra proteste e polemiche l’aggiudicazione dell’ Ato servizio idrico integrato per la Provincia di Palermo e la Conferenza dei Sindaci ha ratificato il risultato della gara di affidamento dando il via libera all’appalto trentennale per la gestione dell’acqua in 81 comuni del palermitano, visto che il Comune di Palermo è escluso perché il servizio è rimasto all’Amap per altri 15 anni;
Premesso che nel giugno del 2007 è stato firmato il contratto con il quale un’associazione temporanea di imprese denominata APS – Acque Potabili Siciliane spa, costituita dalle società idriche ex municipalizzate di Torino e Genova, unico partecipante alla gara si è aggiudicata l’appalto da 1 miliardo e 261 milioni di euro;
Premesso che per il Comune di Villabate, dispiace dire, che la decisione è stata presa dalla Commissione Straordinaria che nel 2007 guidava il comune, e tutto ciò senza ascoltare i cittadini, anche perché non di un semplice atto amministrativo si tratta, ma di un bene primario che peserà sulle tasche dei cittadini per i prossimi trent’anni;
Considerato che tale decisione ha avuto pesanti conseguenze per i cittadini che purtroppo hanno ormai chiara la portata e la dimensione di questa scelta, visto che sin da subito infatti la tariffa per i cittadini della Provincia di Palermo, che già pagavano una delle tariffe più alte, è passata da 0,62 centesimi al metro cubo a 1,30 centesimi;
Considerato che il 05 novembre 2008 la Conferenza dei Sindaci ha prima abbassato la tariffa da 1,30 a 1,15, e poi successivamente 12 luglio 2009 ha invece nuovamente provveduto all’aumento della tariffa riportandola ad un prezzo maggiore della precedente: 1.34 € al metro cubo;
Ritenuto che i comuni e gli enti pubblici in genere non possono rinunciare al governo dell’elemento essenziale e vitale per la vita dell’uomo che è senza dubbio l’acqua, e tutto ciò non può essere come al solito giustificato dalle solite teorie sempre puntualmente smentite secondo le quali per i cittadini il vantaggio consiste nella diminuzione delle tariffe, nel miglioramento delle prestazioni di servizio e nell’incremento degli investimenti, considerato che come infatti insegna la vicenda dei rifiuti si assiste puntualmente all’aumento delle tariffe, al peggioramento del servizio e ad investimenti i calo;
Considerato che a Villabate secondo alcuni calcoli il costo del servizio è aumentato di circa il 120% e non è certamente migliorata la distribuzione dell’acqua che in alcune zone continui ad arrivare ogni tre o quattro giorni;
Considerato che anche a Villabate come in molti altri comuni della provincia a tantissimi utenti sono state recapitate da parte di APS discutibili bollette con esagerati importi emessi in acconto anziché su un effettivo consumo idrico;
I sottoscritti Consiglieri Comunali impegnano l’Amministrazione Comunale ad attivarsi affinché: -
- sia valutata l’opportunità e la possibilità di avviare la procedura di applicazione della clausola risolutiva del contratto tra l’ATO e l’APS con il conseguente scioglimento del vincolo tra il Comune di Villabate e Acque Potabili Siciliane spa;
Nelle more di tale eventuale procedura:
- - sia richiesta la convocazione urgente della Conferenza dei Sindaci;
- - si provveda alla richiesta di riesame del sistema tariffario nell’ambito della Conferenza dei Sindaci;
I CONSIGLIERI COMUNALI :
ANTONINO RETAGGIO; DOMENICO GARBO; FRANCESCO VALENZA; DOMENICO SCHILLACI; F.SCA NADIA MACCHIARELLA; ANTONINO TERRANOVA; ROBERTO DI PERI.




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